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di Giusi Mainardi un brindisi fra innovazione e tradizione |
La presenza di OICCE Times con un desk al Salone del Vino (Torino, 27-30 ottobre
2005) ed allo stand della stampa tecnica internazionale del SIMEI (Milano, 22-26
novembre 2005) mi sembra sottolineare simbolicamente uno degli aspetti fondamentali
della nostra rivista.
Da un lato infatti anche quest’anno OICCE Times è al Salone del
Vino, una fiera che nelle ultime sue edizioni ha focalizzato l’attenzione
sulle varietà autoctone, sulla valorizzazione delle DOC, sull’importanza
del territorio, in una parola, sulla cultura tradizionale del vino.
Poco dopo si apre il SIMEI, la più importante vetrina internazionale
dell’innovazione tecnologica in enologia, che ci vede partecipi osservatori
della ricca rassegna di macchine, di automazione avanzata, di tecnologia enologica
e di meccanica rivolta al vino.
Si può essere a proprio agio in due ambienti così diversi? La
nostra risposta è chiara: indubbiamente si può, ed anzi secondo
noi si dovrebbe, anzi si deve.
Dalla sua nascita, la nostra rivista ha cercato infatti di mettere in evidenza
come la tradizione e l’innovazione non siano degli elementi in assoluta
opposizione, dei punti di vista opposti tra i quali non c’è dialogo,
ma rappresentino invece due facce della stessa medaglia, due aspetti di una
sola realtà, due forze che agiscono insieme e contemporaneamente equilibrando
lo stato del presente e la costruzione del futuro.
Seguire solo la tradizione fermerebbe ogni cambiamento, mentre un approccio
incondizionato verso l’innovazione “a tutti i costi” porterebbe
ad una fuga che, dimenticando le radici, costruirebbe sul vuoto il percorso.
Insomma, fidarsi di solo una di queste forze porterebbe, secondo noi, a un futuro
orbo e monco, nel quale una parte importante di fondamentali sinergie svanirebbe.
Tutte e due devono essere presenti. Ambedue devono agire.
Questo numero di OICCE Times mostra bene gli ottimi frutti che nascono dall’incontro
costruttivo tra innovazione e tradizione.
È sufficiente scorrere gli articoli che presentiamo per rendersene subito
conto.
Le più moderne ricerche sul glutatione servono anche per confermare la
validità della pratica tradizionale di affinamento sulle fecce al fine
di migliorare la qualità dei vini bianchi.
Corrado Cugnasco ci racconta come il grande successo commerciale della filiera
del Franciacorta sia stato ottenuto da un riuscito insieme di innovazione tecnologica
e sviluppo del territorio.
Lanfranco Paronetto identifica proprio nel gioco dialettico tra aspetti tradizionali
e innovativi la molla che porterà ad una crescita futura del mondo del
vino.
Le tradizionali varietà bianche piemontesi si confrontano con dei “nuovi
arrivati” allo scopo di migliorare sempre più la base varietale
individuandone le potenzialità enologiche.
Per arrivare infine al viaggio fra i rinomati vini campani presentati dal Mappavino,
dove si riscontra come le moderne tecniche e le attuali strategie di marketing
non possano dimenticare le radici storiche della tradizione, gli antichi vini
di queste terre, vini già cantati da un grande poeta come Quinto Orazio
Flacco.
Non è avventato quindi pensare che il Salone del Vino e il SIMEI si possano
idealmente unire in un sincero brindisi fra innovazione e tradizione.