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di Moreno Soster
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“Be’ al paese nostro - disse Alice, sempre con un po’ di
fiatone - in genere si arriva in un altro posto… se si corre per tanto
tempo come abbiamo fatto noi”.
“Che paese lento! - disse la Regina - Qui, invece, vedi, devi correre
più che puoi, per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche
altra parte devi correre almeno il doppio”.
Questo brano di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol, nel suo apparente
non sense, ha suggerito agli scienziati evoluzionisti il principio della Regina
rossa per il quale il mondo biologico continua a tornare al punto di partenza:
c’è cambiamento ma senza progresso.
È una sensazione che vive anche l’impresa economica che nonostante
gli sforzi compiuti per migliorarsi si ritrova sempre a dovere contrastare l’avanzata
dei suoi competitori. In entrambi i casi non è vero che non c’è
stato un progresso, diciamo che gli equilibri (tra animali, tra aziende) si
sono riallineati su un livello più elevato. Tuttavia questo passaggio
può avere durate molto diverse e l’economia, normalmente, viaggia
a velocità assai accelerate che ci stimolano a trovare soluzioni nuove.
L’intenzione di OICCE è quella di diffondere nel settore vitivinicolo
italiano una capacità di lavorare insieme per rendere competitiva la
produzione enologica italiana sui mercati, interno ed estero, sempre più
complessi. È evidente che si tratti di un’operazione difficile:
l’impresa media italiana è poco sensibile a “mettersi in
rete”, percependo più i vincoli dei vantaggi di questa condizione.
Un altro aspetto rilevante è quello della disponibilità di tempo,
che si ritiene sia sempre meno o comunque insufficiente a far fronte alla quotidianità
operativa.
Se spostiamo l’angolo visivo ci rendiamo conto che, la grande distribuzione
organizzata sul mercato interno e la “globalizzazione” su quello
estero, sono le filosofie di fondo che stanno pervadendo l’economia in
cui ci muoviamo. Hanno il pregio di diffondere ovunque prodotti diversi a prezzi
contenuti. Hanno il difetto di semplificare forzosamente la realtà con
metodi autonomi.
Anche la problematica del tempo è un elemento reale della conduzione
aziendale, ma dopo avere informatizzato le linee di lavorazione e la gestione
amministrativo-contabile, o adottato sistemi di esternalizzazione, ci rendiamo
conto che gli spazi di manovra per migliorare la competitività della
singola azienda diventano esigui.
OICCE ha proposto in questi anni un metodo di lavoro che parte da un “campo
neutro”, quello della conoscenza, della cui importanza tutti sono consapevoli
e che rappresenta l’occasione per fare incontrare soggetti con caratteristiche
molto diverse (imprese, istituti pubblici di ricerca e di controllo, società
di servizi, professionisti, istituzioni) nella creazione di percorsi interdisciplinari
e interprofessionali.
Ogni percorso persegue due obiettivi.
Il primo è quello, esplicito, di creare una nuova conoscenza più
complessa perché alimentata da fonti informative diverse e frequentemente
separate (pensiamo al grafico di un’etichetta - concentrato su forme,
colori e metamessaggi - che si confronta con il funzionario pubblico che verifica
la rispondenza alla legge delle informazioni, scritte o visive, contenute in
etichetta).
Il secondo invece è quello di aprire un dialogo tra persone che, pur
operando sulla stessa realtà economica, spesso non sentono la necessità
di un confronto che, viceversa, risulta molto appagante e arricchente per tutti.
Senza troppa enfasi quello che OICCE si propone è la diffusione di una
consapevolezza della ricchezza culturale e umana che si trova nel settore vitivinicolo
italiano per orientarla a modelli di collaborazione permanente, che possano
rendere più solidi i sistemi produttivi della diverse aree viticole nazionali
e favoriscano il dialogo e la collaborazione reciproca.
Perché la competitività è essere consapevoli dei nostri
valori e dei nostri limiti per poterli gestire opportunamente attraverso nuove
forme organizzative condivise che siamo in grado di comunicare incisivamente
e positivamente al mercato di riferimento.
È una possibilità per arrivare dove desideriamo, senza correre
il doppio come propone la Regina rossa.